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Renzi e il delitto di Garlasco: tra Stasi, Sempio e comunicazione
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Renzi: “Garlasco? Stasi era biondino e stava antipatico. Su Sempio…”

Matteo Renzi

Importante discorso su temi di comunicazione legati anche al delitto di Garlasco. La riflessione di Matteo Renzi a ‘Supernova’.

Le fake news sul delitto di Garlasco si sussegono ma in generale è tutta la comunicazione attorno al caso dell’omicidio Chiara Poggi che sta creando polemiche e forti reazioni. A parlarne al podcast di Alessandro Cattelan, ‘Supernova’, è stato Matteo Renzi che ha commentato la situazione legata anche alle figure di Alberto Stasi e Andrea Sempio.

Matteo Renzi
Matteo Renzi – newsmondo.it

Matteo Renzi e la comunicazione attorno al delitto di Garlasco

“Se parliamo di Garlasco, tutti accendono le orecchie”, ha spiegato Matteo Renzi facendo riferimento al noto caso di cronaca. “Ma cosa è Garlasco? Un caso, aldilà di una morte, la prima cosa che pensiamo, di una povera ragazza uccisa in modo barbaro e feroce da un killer assassino senza pietà”, ha detto. E ancora: “Ma cosa è Garlasco? Un ventennio di demagogia nel racconto. Prima si è fatto tutta un’opinione pubblica che si è schierata contro il biondino (Stasi ndr) perché aveva la faccia antipatica. Era antipatico e quindi lombrosianamente bisognava dire che era colpevole. Al bar c’era il dibattito: ‘Ma è colpevole o no?'”.

La riflessione su Stasi e Sempio

Il focus di Renzi si è poi spostato sulle figure di Alberto Stasi e Andrea Sempio e a ciò che l’opinione pubblica ha detto e fatto negli anni. “E di fatto quell’uomo è stato ucciso“, ha commentato ancora su Stasi. “Perché quando ti fa 20 anni di carcere e poi si scopre che potresti non essere colpevole anzi, gli stessi magistrati che ti hanno portato alla condanna sono gli stessi che chiedono la revisione del processo. Capisci che allora la situazione si fa grave”.

Facendo riferimento a Sempio, poi, il leader di Italia Viva ha aggiunto nel podcast: “Ora ce ne è un altro, che non si sa se è lui (colpevole ndr) ma che è già stato buttato sui giornali, sui social come colpevole. Perché? Perché c’è il monologo in macchina, il soliloquio. Diventiamo tutti degli aguzzini, senza sapere nulla. Magari il colpevole è un altro ancora. E comunque non spetta né a me né a te starne a discuterne. Ecco il profilo della comunicazione che semplifica, esaspera e uccide è devastante. Noi non ci rendiamo conto di quanta sofferenza provochi“.

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ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2026 16:24

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